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Bike Experience ed il corso di “Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica”

Oggi mi piacerebbe raccontare una storia, quella di un avventura nata per curiosità e che mi ha portato nel 2013 a frequentare un corso molto particolare all’Università di Verona. Ho sempre avuto la passione della bicicletta e in quel periodo avevo iniziato a informarmi maggiormente su cosa avrei potuto fare per trasformare la mia passione in lavoro.

Tra le varie ricerche un pò anche per caso mi imbatto in un articolo che promuoveva un corso per nuove figure professionali all’Università di Verona di “Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica”. Per curiosità chiamo il responsabile del corso Prof. Marco Passigato che mi spiega tutto nel dettaglio. Beh posso dire che quella fu una delle telefonate più importanti perché una volta iniziato a partecipare al corso ho compreso come la bicicletta potesse andare oltre il puro sforzo fisico, ma che grazie alla mobilità urbana e soprattutto al cicloturismo, la bicicletta stessa potesse diventare qualcosa in integrante della mia vita quotidiana, lavorativa e non solo.

Tra le varie cose successe nel 2013 oltre ad incontrare delle bellissime persone in questo corso, formare una piccola associazione come Ciclone rimanere in contatto con gli altri partecipanti e provare a portare avanti iniziative di promozione cicloturistica del territorio nel 2015 ho deciso di fondare cosi Bike Experience. Scopo della mia attività era quella di mettere a frutto e utilizzare il più possibile quello di essere un “Esperto Promotore della mobilità ciclistica” soprattutto in campo cicloturistico sopratutto tra Lago di Garda e Verona. Quindi non solo accompagnare turisti alla scoperta del territorio, ma essere proprio un punto di riferimento per il territorio aiutando cosi le strutture ricettive che volevano investire in questo settore a trovare una propria dimensione. Ovvio da libero professionista non è tutto facile, quindi alle nozioni acquisite durante al corso, ho affiancato un corso di social marketing, di meccanica della bicicletta e tutto quello che nel tempo avevo imparato nella mia vita professionale di tecnico commerciale nel mondo della termoidraulica ed energie alternative.

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Dal 2015 ho affiancato diverse volte l’Università di Verona e Marco Passigato nel gestire i partecipanti del gruppo nelle uscite in bicicletta di formazione. Quindi posso dire che anche io ho approfittato di tutto questo per poter imparare e aggiornarmi ogni volta scoprendo Mestre dal punto di vista urbano ed extraurbano, le Terre del Custoza raccontanto come io ho strutturato la mia attività, Bolzano respirando quell’aria da città del Nord Europa dove tutto sembra possibile, ed infine la Valsugana per capire come una provincia come il Trentino ha investito nel cicloturismo. Ogni anno c’era sempre qualcosa di nuovo da apprendere, scoprire e condividere con tutti, e soprattutto ho visto come il cicloturismo anche se lentamente sta prendendo sempre più piede sul nostro territorio, grazie agli investimenti pubblici, ma anche con il crescente interesse da parte delle strutture ricettive che stanno prendendo consapevolezza che per offrire un nuovo modo di fare vacanza bisogna essere formati, un minimo strutturati ed essere presenti.

Questo 2020 però devo dire che è stato qualcosa di strano, diverso per i tanti motivi che sappiamo, ma la bicicletta sembra aver preso soprattutto a livello turistico una nuova svolta, i dati parlano di un fenomeno sempre più in crescita, in evoluzione grazie ovviamente alle ebike, e sempre più aperto ad un pubblico non propriamente sportivo ma che apprezza delle due ruote quel potersi muovere in modo lento scoprire borghi, fare degustazioni e godersi una giornata di sole e relax all’aria aperta.

Però questo 2020 ha segnato almeno per me un passaggio importante intanto quello di non arrendersi ed lo riassumo cosi, il Prof.Passigato un giorno ci chiede a tutti i 130 Esperti Promotori della Mobilità ciclistica come c’è la stavamo passando e questa è stata la mia risposta:

Ciao Marco, sono Fabio Boeti e si direi tutto bene, oggi mi trovo piacevolmente impegnato a programmare Esperienze in bicicletta e noleggi con la mia attività Bike Experience.
Il periodo del lockdown è stato di due facce, all’inizio un pò di timore perchè avendo un bambini piccolo che andava al nido è rimasto a casa, siamo marito e moglie con P.iva e siamo rimasti tutti e due a casa e quindi sai il timore di non sapere cosa sarebbe successo è stato tanto. Poi ho iniziato a cercare di vivere questo momento al meglio, in primis cercando di godermi il più possibile la mia famiglia, e poi cercando di non buttarmi giù, ho cosi iniziato a partecipare a qualche webinar, e in collaborazione con un agenzia di Villafranca di Verona chiamata Verona in Tour ho organizzato anche io 3 webinar cercando di coinvolgere il più possibile attività del territorio, un modo per parlare, confrontarci e cercare di creare un pò di ottimismo.
durante la chiusura e non solo poi ho iniziato a ricevere richieste da parte di agenzie viaggi e privati soprattutto italiani che chiedevano info sui bike tour in quanto ormai tutti erano consapevoli che all’estero non si sarebbe potuto viaggiare e che forse la bicicletta avrebbe permesso di godersi la natura, l’aria aperta, la liberta e lo spirito di una vacanza diversa.
Sicuramente paura e timore per il futuro c’è stato ma questo è stato uno stimolo ad andare avanti e devo dire che la mia estate professionale è state molto soddisfacente sotto tutti i punti di vista, quello che più mi ha colpito è la voglia degli italiani di muoversi in bici e farsi accompagnare a scoprire il territorio.
La mia attenzione alla mobilità e soprattutto al cicloturismo e al suo sviluppo rimane, durante l’inverno ho iniziato una serie di incontri con gli albergatori per formare i titolari e i dipendenti e ovviamente cause di forza maggiore hanno interrotto in parte questo processo, mi sto però già riattivando per ripartire questo inverno in quanto ormai l’interesse verso questa forma di vacanza è ormai importante. Durante la chiusura ho iniziato a stendere anche le basi per un ebook dedicato al cicloturismo e che voglio completare entro la fine dell’anno (una cosa semplice ma con dei concetti chiari), rivolto soprattutto alle strutture ricettive che intendo fare del cicloturismo un loro cavallo di battaglia.
Sono stato in contatto con alcuni promotori come Fabio Scalzotto che attraverso il suo blog Bike for good abbiamo organizzato un paio di video interviste, con Anna Marostica e qualcun altro che mi chiedeva dalle mie parti come stava andando. Anche con Diego de Lorenzis e Alex ci siamo scritti in qualche occasione, oltre ad aver partecipato all’incontro al Cosmo Bike prima della chiusura.
Per miei motivi personali non ho aderito alla nuova associazione anche se ne ho seguito la costituzione, si fa fatica  a rimanere in contatto con tutti, perché poi ognuno ha interessi diversi e idee diverse che non sempre collimano, sarebbe bello poter sicuramente essere come Promotori forti e presenti sui nostri territori.
Con Fiab sono stato in contatto per lo più con Michele Cremonesi e in parte con Antonio dalla Venezia perché grazie anche ad un albergo di Udine l’Hotel Site Inn e la sua titolare abbiamo avuto un confronto sulla ciclovia AIDA dal quale poi sul mio sito ho realizzato un articolo che ha riscosso molto successo.
In conclusione ho cercato di essere attivo sempre un pò per far conoscere la mia attività e cosa faccio un pò per poter rimanere in contatto con gli altri.
Io come sempre ti ringrazio della tua disponibilità e ti sono grato per tutto quello che fai per promuovere la mobilità urbana ed extra urbana.

Insomma cosa vuole dire essere un “Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica”, secondo me significa poter far parte di una rete di professionisti che vogliono cambiare il modo di vivere una città, il turismo e il territorio che ci circonda riscoprendo quel piacere sostenibile e green dell’andare lento un po’ come si faceva un volta prima dell’avvento dei motori. Significa poter essere considerato un professionista che può aiutare nel pubblico e nel privato a far cambiare gli atteggiamenti delle persone, ma anche professionalmente a costruire dei modelli sostenibili di nuove opportunità, io ad esempio mi sono concentrato sul cicloturismo e sul supporto a strutture private per la maggiore e pubbliche purtroppo minimo nel realizzare una modalità di turismo attivo nuovo. Significa che da Nord a Sud mettendo in pratica ciò che ci viene spiegato in questo corso e utilizzando le nostre capacità professionali, imprenditoriali e con una rete di supporto possiamo davvero fungere da fulcro per costruire un processo che aiuti i nostri territori, e le persone a cambiare atteggiamento e a renderci magari anche più belli nei confronti di altri paesi e stati che sono molto più avanti di noi in tutto questo. Ecco questo è quello che seconda me rappresenta questa figura e che tutti almeno una volta dovrebbero poter consultare prima di partire con qualsiasi tipo di progetto.

Ovviamente queste è solo la mia personale visione delle cose, ma se volete saperne di più potete visitare anche il sito dell’associazione EPMC e scoprire come questo corso dell’Università di Verona che vi può cambiare davvero la visione delle cose.